Quella notte non presero nulla…

                    2014-03-30 10.19.54    “Quella notte non presero nulla” è possibile che “le circostanze” siano avverse, non “funziona” è inutile e deludente, fintanto che non si vivrà “secondo le istruzioni del costruttore”, secondo la volontà rivelata di Dio, in armonia con Dio. Qualunque cosa si faccia al di fuori dalla volontà di Dio sarà sempre un fallimento. Giovanni ci racconta quest’esperienza, di un giorno in cui lui, con altri sei compagni e fratelli in fede, erano tornati, frustrati, alla loro vecchia vita di pescatori. “Quella notte non presero nulla” Pensate alla loro frustrazione e delusione! Erano un gruppo di sette uomini, ed ognuno di loro era condizionato da quella esperienza, il loro Maestro se n’era andato. Lo avevano guardato mentre, arrestato e condannato, Lo avevano portato a morire su una croce. Loro se n’erano fuggiti tutti, spaventati, troppo pesante era il loro senso di colpa per ciò che avevano fatto. Sì, è vero, testimoni avevano detto che Lui era risorto dai morti, ma e questo impediva loro di partecipare all’entusiasmo della risurrezione e passare all’azione. La memoria del passato li aveva come paralizzati.                1. PIETRO. soffriva dei postumi del fatto che avesse rinnegato Gesù. Luca 22:55-62. Il ricordo di quel fallimento lo perseguitava e lo affliggeva.                 2. TOMMASO aveva i suoi problemi… Era insanabilmente pessimista. Lo conosciamo come l’incredulo. In ogni cosa vedeva il peggio. Per Tommaso il bicchiere era sempre mezzo vuoto.                                                                                    3. NATANAELE. scettico, dubitava.                                                                              4. I DUE FIGLI DI ZEBEDEO, due fratelli, Giacomo e Giovanni. Erano tipi molto fieri, pronti a pronunciare giudizi di condanna su quelli che facevano opposizione a Gesù (sebbene Giovanni fosse il più sensibile dei due). Giacomo non si sapeva mai dove fosse quando le cose diventavano difficili e gli avversari facevano pressione sul gruppo.                                                                   5. altri discepoli di Gesù. In ogni caso, tutti loro avevano qualcosa nel loro passato, tale da paralizzarli e fiaccare la loro energia. Il passato può esercitare su di noi effetti di questo tipo. Il senso di colpa ci blocca al punto che non riusciamo ad accogliere la generosa offerta di grazia di Dio in Gesù Cristo. Piuttosto che confessare i nostri fallimenti e disporci a cambiare, fuggiamo, invece che, implorare e ricevere il perdono di Dio, cerchiamo di “rimediare” nascondendoci o impegnandoci in altre cose che ci impediscano di pensare al problema, la nostra situazione. Fuggire e dimenticare non risolve nulla! Il problema dei nostri passati fallimenti è che non vogliono rimanere nel passato, rimangono presenti portano solo ulteriori frustrazioni e sconfitte e quindi disperazione! “Non è successo nulla! Torniamo alla solita vita, io torno a pescare! (3) Veniamo anche noi Ogni qual volta le cose non vanno, ci guardiamo indietro e ci chiediamo se n’era valsa la pena. Il popolo di Israele “Torniamo indietro. Torniamo in Egitto”. Elia vincitore contro 850 profeti di Baal. “Signore fammi morire”. Giona, fugge. Il nostro presente è fonte di confusione e frustrazione? Questo, succede perché stiamo fuggendo, allora serve una “misure di ripiegonon hanno successo! Vado a pescare… “Quella notte non presero nulla”. Strano! Non gli era mai successo prima! Quando non siamo dove Dio ci vorrebbe, non vi saranno mai buoni risultati, …niente pesce! Il mattino, completamente frustrati ed abbattuti, stavano per scendere a terra a testa bassa… Guardano sulla spiaggia e vedono un uomo che sembra attenderli. Che strano!

Gesù non si stanca in pazienza e grazia: Gesù li porta di nuovo nel Suo cuore e nella Sua volontà. Fa loro prendere coscienza della loro situazione. Comincia a fare loro una domanda: “Figlioli, avete del pesce?” (5). Il Signore ci fa delle domande per mostrarci dove stiamo, la nostra reale situazione. Non avete preso nulla?“. Ciò che chiede, in realtà, è: “Dove sono i risultati? Dove sono i prodotti della vostra decisione? Mostratemeli!”. Gesù mostra tutta la loro frustrazione e delusione. Anche noi dobbiamo ammettere di non essere riusciti a combinare niente, con tutta la nostra forza. La nostra rete è vuota. E’ duro ammetterlo. Molto duro. E’ questo il risultato di tutta la nostra saggezza? avevamo pensato che le misure prese avessero funzionato, e invece: niente!

Ammettere di aver fallito e di essere frustrati è l’inizio della soluzione. Ecco così che, una volta ammesso di non avere preso nulla, ricevono un’indicazione preziosa: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete» (6). Fin troppi cristiani girano a vuoto, inutilmente. Questi uomini avevano fatto del loro meglio tutta la notte, e senza dubbio anche noi pensiamo di fare del nostro meglio, ma Gesù ha di meglio che il nostro meglio! Il pesce era sempre stato sotto la barca. Ecco perché il diavolo ci dice di muoverci, perché le benedizioni sono proprio sotto di noi e non vuole che le cogliamo. Agitati e preoccupati vogliamo darci da fare e non combiniamo niente lo stesso! Nella Sua grazia, Dio ci dà una preziosa indicazione Non muovetevi, non preoccupatevi: fate solo come io vi dico!”. Sta in silenzio e aspettalo… Dio vuole benedirci proprio là dove ci sentiamo maggiormente frustrati. Non fuggiamo, allora, dai problemi, non cerchiamo di risolverli con le nostre misure d’emergenza. Seguiamo ciò che Dio ci dice, non ciò che ci suggerisce la nostra “sapienza”! Ecco che pescano 153 grandi pesci (6, 11). Quintali! Si sono fatte le ipotesi più strane sul significato di quel numero, 153. ma forze semplicemente, perché i pescatori contano il numero dei pesci pescati se ne possano vantare! 153 pesci era veramente un record! Lo stesso era avvenuto tre anni fa, quando Pietro, Giacomo e Giovanni erano in società per pescare Luca 5:1-11 Anche allora non avevamo preso nulla tutta la notte, ma alle istruzioni dateci da Gesù, siamo tornati con la barca stracolma di pesci, tanto che stava per affondare . I discepoli non riconoscono Gesù nella notte in cui non prendono nulla, lo riconosco solo quando la rete è piena! Dio ci chiama fuori dalla nostra frustrazione e ci dà le Sue benedizioni. Nella prospettiva di Dio, si ottengono risultati solo quando si ubbidisce a Lui, anche se ci sembra illogico... Luca 6:38

Gesù provvede tutto: Pietro. Aveva ottenuto ciò per cui aveva faticato tutta la notte, poteva ritenersi soddisfatto. Eppure non rimane sulla barca con le sue benedizioni! non gli importa più del pesce, quel che più gli importa è seguire Gesù. (7), per raggiungerlo a nuoto, il più in fretta possibile! Erano ritornati delusi alla solita (e frustrante) vita, ma ora Gesù è il Vivente! Arrivano a terra, c’è qualcosa che li attende: la comunione con Gesù. Notato il miracolo (9) “Appena scesero a terra, videro là della brace, del pesce e del pane” . Dove aveva preso, Gesù, quel pesce? E dove aveva preso la brace? Come aveva fatto ad accendere quel fuoco? Non ne ho idea. Gesù sa ciò che ci serve in tempo di crisi. Egli supplisce, Egli provvede. Egli prepara loro da mangiare e un’occasione per stare bene insieme. Quando famiglie ed amici si incontrano, è intorno ad un tavolo pieno di cibo, che lo fanno. Gli ospiti non devono portare nulla. Troveranno tutto pronto e potranno servirsi: è per loro un segno di affetto da parte dei padroni di casa! Gesù, così, li invita ad avere comunione con Lui: “Gesù disse loro: «Venite a far colazione»” (12). Gesù, ha in serbo inestimabili benedizioni. E’ Lui che si fa carico dell’onere, ha qualcosa da donare per il quale noi non abbiamo fatto nulla, qualcosa che non dobbiamo neppure guadagnarci. Salmo 23:5 “Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca”; Giovanni 14:2: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?; «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»” 1 Corinzi 2:9. Nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna mente ha concepito, ciò che Dio ha preparato per coloro che l’amano.

Siete allora frustrati, delusi, amareggiati? La Parola di Dio ci dice, allora che non siamo dove dovremmo essere. Vicini a Gesù, in armonia con la Sua volontà, non saremo mai frustrati e delusi, perché la vita in Lui, trova il suo maggiore compimento.

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