Una così grande fede

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Una così grande fede

Luca 7:1-10

Si dice che “la fede può fare miracoli”. Questo può essere vero per tante cose. Però, dalla prospettiva cristiana dipende, dipende da che cosa, o meglio, in Chi riponi la tua fede, e da come la eserciti. Se tu riponi la tua fede nel Salvatore Gesù Cristo, Egli può fare il miracolo che ti aspetti. Il testo in considerazione, mette in rilievo che cosa sia la vera fede, quella fede che Gesù approva e qui troviamo molte caratteristiche di una fede vera e vivente. Il centurione romano aveva sentito parlare di Gesù (3a). Certamente molti altri ne avevano sentito parlare, ma questo non li aveva toccati più di quel tanto… A quest’uomo, invece, “gli si illumina la mente” e giunge ad un senso di reale apprezzamento dell’eccellenza e gloria della Persona di Cristo. Anche oggi, giungere alla fede significa distinguersi da tutti gli altri che di Gesù ne hanno solo “sentito parlare” perché lo Spirito Santo ha operato nelle nostre facoltà naturali per darci quella preziosa fede che ci unisce al Figlio di Dio, unico, degno, e decisivo oggetto di fede. Una “fede qualsiasi” non ci può salvare: è necessaria l’opera dello Spirito Santo. Molti sono indifferenti alla Persona di Gesù Cristo, non si rendono conto di come Gesù sia l’unico nome che sia stato dato per il quale si possa avere salvezza, ritengono che “un nome valga l’altro”. Scrive Paolo: Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio… Gesù è il dono di Dio, per mezzo della fede in Lui otteniamo salvezza. Consideriamo 5 passi di fede dall’esperienza del centurione:

La fede ci unisce a Cristo: Romani 10:17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. Il centurione romano “amava la nazione di Israele” (v. 5a), aveva inteso l’importanza della sapienza biblica come Parola di Dio, ed aveva persino sborsato di tasca sua affinché a Capernaum potesse essere eretta una sinagoga, un luogo dove la Parola di Dio potesse essere letta e spiegata (v. 5b), e possiamo immaginare che la frequentasse regolarmente come “simpatizzante” sia pure d’origine pagana, e magari si fosse fatto persino battezzare! Non lo sappiamo, ma di sicuro conosceva la Scrittura, la Persona storica di Gesù, concreta, a Lui si rivolge per il suo servo. Immaginiamo se dicesse: “Io credo in te, ma non mi interessa né cosa dici, né cosa fai, né quello che ti piace o desideri“. Basta che operi, proviamo pure questa! No… Avere fede in Cristo significa essere uniti a Lui, conoscerlo, viverlo, e il segno della nostra unione a Lui è il battesimo inteso come impegno di vita, infatti quando per fede siamo uniti a Cristo ci dichiara “a posto” davanti a Lui (giustificati), ci incamminiamo in un cammino di santità che porterà alla fine alla redenzione, alla vita eterna 1 Corinzi 1:30 unisce e…

La fede porta alla rinuncia di noi stessi: Fintanto che non sorge in noi il senso profondo di essere perduti davanti a Dio e in condizione di bisogno, non potremo mai esercitare quella fede in Cristo che possa sovvenire a quel bisogno. La rinuncia a noi stessi è alleata al ravvedimento. Fede e ravvedimento vanno di pari passo. Ravvedimento significa cambiare opinione sulla nostra presunta bontà e dignità, cambiamento di opinioni su me stesso e sulla verità di Dio. Che cosa fa il centurione romano? Era un ufficiale dell’esercito, della nazione forte e gloriosa, i romani pensavano di “la razza superiore”, di “poter fare in Palestina il bello e il cattivo tempo”. Il centurione romano però rinuncia a questi sentimenti e riconosce la superiorità della fede in Gesù! Vi rendete conto di quanto questo gli possa costare, anche solo in “immagine” davanti ai Romani? Non solo, egli si ritiene persino indegno di avvicinarsi al Signore Gesù! Che dice il testo? (v. 6) Una cosa così è inaudita: fa meraviglia, Gesù stesso si sorprenda di una tale fede. E noi? Come andiamo ad arroganza davanti a Dio? Talvolta ci atteggiamo a finta umiltà, ma non ci abbasseremmo mai ad inginocchiarci a pregare e ad implorare che Dio ci salvi. L’abbiamo mai fatto? La vera fede ci unisce a Cristo, ci porta a rinunciare a noi stessi e…

La fede viva e operante: La vera fede è attiva. Non sta con le mani in mano. Non può esistere una fede “passiva” come non ha alcun senso parlare di “membri di Chiesa passivi“.

Per il centurione romano la sua fede significava amare e prendersi cura anche del suo stesso servo (v. 3b), facendo tutto il possibile per salvarlo. La fede “produce”. Un altro l’avrebbe lasciato morire od ucciso, comprandosene magari uno nuovo… Non il centurione romano! La vera fede si esprime nel culto e nella preghiera, la vera fede “costruisce un’arca”, ubbidisce ai comandi di Dio; ama dell’amore di Cristo; subire l’esilio e la prigione (Giuseppe); confessa “Cristo è il mio Signore”; lotta con i dubbi e confida in Dio; la fede dice: “Quand’anche mi uccidesse, io continuerei a confidare in Lui” Giobbe 13:15. La fede vera ha appetito; divora il libro di Dio e desidera studiare ed approfondire la Bibbia, in ogni modo, perché la vera fede vive secondo la verità rivelata! Giacomo ripudia l’idea che uno possa dire di aver fede senza mostrarne le evidenze. Giac. 2:14-26

La fede è ubbidiente: Fede è “fiduciosa ubbidienza“. L’ubbidienza è il risultato inevitabile della vera fede. Fede ed ubbidienza sono inseparabili. Il centurione romano sa che cosa voglia dire ubbidienza. Dice: (v. 8). riconosce l’autorità di Cristo, e vi si sottomette come farebbe all’imperatore stesso di Roma! Questa è fede! In contrapposizione ad Israele, incredulo, ribelle e disubbidiente, i pagani hanno risposto con fede all’Evangelo di Cristo e sono diventati il popolo ubbidiente di Dio. “La vostra ubbidienza infatti si è divulgata fra tutti; io mi rallegro quindi per voi” Romani 16:19 La vera fede: unisce a Cristo, porta a rinunciare a noi stessi, viva e operante, ubbidiente e…

La fede cresce e matura: progredisce e raggiunge la maturità. Il credente, nella Bibbia, è paragonato ad una nuova creatura che nasce, cresce, si sviluppa e raggiunge la piena maturità. Noi non sappiamo che cosa accade al centurione romano del nostro racconto. Qualcuno lo ha identificato con quello che, sotto la croce di Cristo, professa pienamente la fede in Lui; Matt 27:54 Se è così, la sua fede giunge a compimento davvero nel momento più solenne dell’opera di Cristo! Il credente autentico nutre costantemente la sua fede affinché cresca per poter godere sempre meglio delle benedizioni che in Cristo sono promesse. Si nutre prima di “latte” e poi di “cibo solido” a seconda delle sue “capacità digestive”. Crescere vuol dire forgiare non solo il corpo, ma anche il proprio carattere, per renderlo sempre più all’altezza del modello di Cristo. (Efesini 4:13). Dobbiamo perseverare senza mollare, con l’aiuto di Dio, fino alla fine, sicuri che Egli ci dà le risorse necessarie per giungere a quell’obiettivo; non significa che la nostra salvezza dipenda dalla nostra costanza, altrimenti chi mai ce la farebbe? Ma dipende dalla fedeltà di Dio, “il quale vi confermerà fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore1Cor1:8,9

io ci credo, ho fede, però quando mi “pare e piace” be non funziona così: è un dono di Dio nato da quella rigenerazione interiore che lo Spirito Santo opera e che ci spinge a unirci a Cristo, porta alla rinuncia di noi stessi, è una fede attiva, è ubbidienza a Cristo, e, infine, progredisce e raggiunge la maturità. La fede è un dono meraviglioso. Concludo poi preghiamo…

La Scritture ci parla ancora di fedi grandi e di fedi deboli ed anche poca fede. In effetti, a molti manca quella sicurezza che rende la fede trionfante. A volte abbiamo più fede, altre dubbi, lottiamo, combattiamo, ma già è indicazione di vita. Qualcuno ha detto: “Una fede debole può ricevere un Cristo forte… una fede debole può essere fruttifera: la vite è una pianta molto debole, delicata ma è fruttifera… una fede debole può essere in fase di crescita. Una pianta cresce per gradi… cosi la fede” (Thomas Watson).

Continua a guardare a Cristo, il capo e compitore della nostra fede!

 

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