Raccomandazione giusta

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Giovanni 5:1-16

Trovare “la raccomandazione giusta” la “persona giuste”, soprattutto se buona, onesta, intelligente, saggia e di fiducia, è molto importante. Non è tanto quello che “si può ricavare”, ma per la buona influenza che esercitano su di noi. La “raccomandazione giusta”, più importante ed influente che potremmo mai conoscere ed avere rapporto è il Signore e Salvatore Gesù Cristo, perché Egli è l’unico che ci possa veramente “raccomandare” presso Dio.

Statistica: Secondo una ricerca del Censis del 2014, il 25% degli italiani chiede raccomandazioni. Un articolo dal titolo: “La logica clientelare che trasforma un diritto in un favore” dice: Ma alla fine, ognuno pensa a sé e cerca di salvarsi come può. (…) Un italiano su quattro ha confessato di essersi rivolto a un politico per ottenere la soluzione di un problema (…). Le cause che più recentemente portano i nostri connazionali a “baciare le mani” sono molteplici: si chiedono favori a questo o a quel politico di turno per tutto. Dall’ottenere un ricovero in ospedale (6,1%) alle preghiere per trovare un lavoro a un figlio o a un parente (5,2%), in particolar modo nel Nord Est e nel Centro. Si idolatrano per accelerare la pratica della pensione (3,5%), nel Centro Sud, o addirittura per iscrivere il figlio a scuola (3,2%). Nelle grandi metropoli la conoscenza diretta di politici e funzionari comunali agevola i meccanismi clientelari (27,7%). Negli agglomerati urbani con meno cinquemila abitanti, per garantire i diritti sul posto di lavoro spesso non si va dal sindacato, ma al sindaco di turno (8,4%). Lo stesso meccanismo clientelare va in scena per ottenere un ricovero; fino a 100 mila abitanti, ci si rivolge agli amministratori locali per avere un aiuto a trovare un impiego (7,7%)”.
Nel racconto evangelico di Giovanni, abbiamo letto di un uomo privo di risorse, non conosceva “la raccomandazione giusta” influente, che avrebbero potuto risolvere la sua difficile situazione. Ecco perché la sua vita era miserevole. Non conosceva nessuno “che contasse qualcosa” e, in ogni caso, nessuno di fatto si occupava di lui. Lui stesso non contava nulla agli occhi della società, anzi, non era una “persona produttiva”. Era solo, in fondo, “un peso per la società”. Quell’uomo non era importante e nessuno ce ne avrebbe ricavato nulla ad essergli amico. Era, infatti, malato gravemente da ben 38 anni di una malattia cronica ed ora aveva ormai perduto ogni speranza di trovare aiuto per poter guarire. Ma Gesù arriva sempre al momento giusto! Dopo queste cose, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme” (1). le feste erano e sono un opportunità per incontrare gente e condividere la Parola di Dio; e non a caso sceglie… 2 – 3

Nel posto giusto: la “Porta delle pecore”, Betesda, che vuol dire casa o luogo di misericordia non può essere solo un fatto accidentale, un caso. É la scelta di Gesù, e la nostra? Molto spesso cerchiamo il nostro benessere, divertimento, li mi trovo a mio agio e vado, li non mi piace, ma forse proprio dove non vuoi andare c’è un paralitico che aspetta una mano stesa, in ospedale come nelle strade, nelle case di riposo, un anziano nella sua solitudine, un barbone lungo la strada ecc

Ci sono persone che, se possono, evitano di entrare in un ospedale. Per paura o per non vedere il triste spettacolo della sofferenza, non vogliono pensare a malattie, dolore, invecchiamento, morte… Non possiamo, però, nasconderci dalla realtà, le persone sofferenti hanno bisogno della nostra solidarietà. Gesù, un giorno ci accoglierà così Matteo 25:34-36. Il profeta Isaia aveva scritto: “Noi tutti come pecore eravamo erranti, (Isaia 53:6,7)… Presso quella porta vi era una piscina, una grande vasca d’acqua. Acqua corrente pulita era essenziale per una grande città ed essa era stata largamente provveduta per Gerusalemme. Quella particolare piscina, probabilmente, era pure usata per lavare gli animali che erano così preparati per i sacrifici. Che grande valore simbolico essa aveva per molti che erano afflitti da malattie ed invalidità, gente che si recava presso quella piscina per implorare l’intervento di Dio a loro favore. Difatti non era insolito, in quel luogo, per qualcuno, avere forti esperienze di guarigione. Intorno a quella piscina erano stati costruiti dei portici sotto i quali si raccoglieva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici che intensamente pregavano Dio con fede ed aspettavano che Egli intervenisse a loro favore guarendoli. C’era gente che testimoniava di essere guarita immergendosi in quella piscina 4 Gesù mentre sale verso Gerusalemme, si ferma nel posto di sofferenza trasformandolo in un posto di misericordia.

il paralitico però è li in attesa di raccomandazione..

La raccomandazione giusta : Gesù, vedendolo disteso e sapendo che si trovava in quello stato da molto tempo, gli disse: «Vuoi essere guarito?». L’infermo rispose: «Signore, io non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l’acqua è agitata, e, mentre io vado, un altro vi scende prima di me»” “Vuoi essere guarito?”. È come se gli avesse chiesto: “Hai ancora speranza?”. Evidentemente si recava ormai presso quella piscina per abitudine, completamente rassegnato, scoraggiato, senza speranza; soffriva non solo a causa della sua malattia, ma anche per la mancanza di solidarietà ed egoismo degli altri, persino dei suoi compagni nella sofferenza. «Signore, io non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l’acqua è agitata, e, mentre io vado, un altro vi scende prima di me»” . Potrebbe essere che anche tu hai perso ogni speranza di vedere la tua situazione cambiare, continui a pregare “per inerzia” senza credere che Dio possa fare qualcosa per te. È esattamente quando quest’uomo perde ogni speranza nelle altre persone, che Gesù subentra e gli viene incontro, la Sua misericordia, prende l’iniziativa e lo incontra con il Suo potere di guarigione. «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». all’istante, prese il lettuccio e si mise a camminare” (8,9) qualunque sia la tua situazione, cambia sempre per il meglio quando incontriamo Gesù, o meglio, quando Gesù viene incontro a noi. Gesù è un “fattore decisivo”, l’incontro più significativo che mai potremmo fare nella nostra vita. LA RACCOMANDAZIONE GIUSTA; Egli trasforma le sofferenze dandoci la certezza di una misericordiosa salvezza dalle conseguenze dei nostri peccati – anche se non siamo spesso disposti ad ammetterlo – perché i nostri peccati sono altrettanto reali e dolorosi come la malattia di quell’uomo, e ci affliggono da lungo tempo. Dice la Bibbia “Egli (Gesù significato del suo nome) salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:21).

Gesù è la nostra raccomandazione presso il Padre… .

Quest’uomo sofferente e privo di risorse che giaceva presso la piscina di Betesda, aveva sperimentato che il rapporto più significativo ed importante che mai avrebbe potuto avere nella sua vita era quello con il Signore e Salvatore Gesù Cristo.

. Aveva imparato che non poteva completamente fidarsi della gente, nemmeno dei suoi compagni nella sofferenza. Ci possono essere eccezioni, ma spesso è così.

. Non poteva fidarsi delle istituzioni religiose. Perché vediamo che i leader religiosi, invece di rallegrarsi e di lodare Dio per quel che era avvenuto presso la piscina di Betesda, sembrano interessarsi soltanto del fatto che Gesù e lo stesso infermo guarito, secondo loro, avevano infranto la legge divina che regolava il Sabato, o meglio, trasgredito la loro interpretazione del Sabato. Non dovrebbe essere così, ma purtroppo spesso è il caso.

. Non poteva affidarsi alle storie che si sentivano sul potere miracoloso di certe piscine…

Aveva imparato che poteva fidarsi solo di Gesù, perché solo Gesù è “la raccomandazione giusta” per lui, che ci riconcilia con Dio e ci rende “persone giuste”, Salmi 130:7 O Israele, spera nel SIGNORE, poiché presso il SIGNORE è la misericordia e la redenzione abbonda presso di lui.

Colui che ristabilisce una “connessione stabile” con Dio, la quale scaturisce, per grazia Sua, in una vita integra ed eterna.

Hai bisogno di raccomandazione? Vieni a Gesù !

 

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